Se sei donna e lavori sul web forse abbiamo qualcosa in comune.

Non voglio fare polemica (affermazione negata – direbbe la mia psicologa).
Ma davvero, non sono qui per salire sul pulpito a parlare di parità di genere o a riempirmi la bocca facendo distinzioni tra uomini e donne nel mondo del lavoro.

Ricominciamo.

Sono una donna, quasi trentenne. Lavoro sul web da oltre 6 anni e ancora oggi tutto è più complesso di come sembra.

Troppo giovane, sempre sorridente e digita velocemente sulla tastiera.
Il rebus è facile e a quanto pare si risolve da solo:

Ecco la ragazzetta tuttofare alla quale posso chiedere anche di riparare un computer.
Tanto ci lavora tutto il giorno, no?

Colpevole d’innocenza

Da quando mi occupo di comunicazione e social media come libera professionista mi è capitato più volte di sentirmi trattata come la ragazzetta di turno.

Le prime volte, oltre a rimanerci male mi colpevolizzavo un sacco.
Mi dicevo che forse ero stata io, con la mia delicatezza e i passi sempre troppo sulle punte a dare quell’impressione agli altri.

Per sembrare credibile e professionale dovevo lavorare sulle mie paure e insicurezze.
E così ho fatto. Mi sono messa in discussione, guardata da dentro e da fuori per cercare di superare ogni imbarazzo.

Niente da fare però. Ogni tanto quella ragazzetta tornava a far capolino.

Passioni sì ma passatempi no

Nell’ultimo anno ho investito tantissime energie nella costruzione della mia identità professionale, arrivando anche a trascurare i miei affetti e il mio benessere fisico in alcuni momenti (cosa di cui non vado affatto fiera).
Il mio lavoro veniva sempre prima ed era sempre troppo più importante.

Ma questa vita da freelance, così esaltante da un lato e dannatamente difficile dall’altro, io la ringrazio profondamente per avermi dato l’occasione di conoscere persone che mi hanno fatto crescere, nel bene e nel male.

Ho scoperto che siamo un esercito di ragazzette!
E non siamo per forza donne che vogliono rimettersi in gioco dopo la maternità. Dopo la perdita del lavoro. Dopo la fine di una relazione. Dopo una lunga malattia.

Siamo professioniste che amano il proprio lavoro e per questo ci mettiamo passione e dedizione. Facciamo rinunce, se serve ci mettiamo da parte, ci organizziamo la vita e agiamo sulla base delle nostre priorità. E caspita quante sono!

Il lavoro di una sarta, di un’artigiana, di un’illustratrice, di una copywriter, di una consulente…non è un passatempo. Stiamo parlando di lavori veri e propri che richiedono di saper gestire in autonomia un trilione di cose, sia online che offline. Ed è naturale che per imparare a farlo, bisogna iniziare da qualche parte.

Ma qui non c’è nessuna ragazzetta improvvisata.
E quando qualcuno non saprà chiamarci col nostro nome, ricordiamoci che siamo donne ma prima ancora persone che dopo anni di formazione, hanno acquisito esperienze e competenze e hanno deciso di prendersi cura di quel semino che non vede l’ora di germogliare.