Sicuramente avrai sentito parlare di GDPR e soprattutto in questi giorni avrai ricevuto tantissime email in cui ti veniva richiesto di rinnovare la tua iscrizione alla newsletter di turno.
[Di certo, non la mia visto che sto ancora facendo pace con MailChimp!]

Ma dimmi la verità, hai davvero capito di cosa si tratta o sei ancora nel pallone?
Facciamo un po’ di chiarezza. La GDPR è l’acronimo che sta per General Data Protection Regulation, una normativa europea che entrerà in vigore dal 25 maggio 2018.

Lo scopo principale di questo nuovo regolamento europeo sulla privacy è quello di tutelare e rinforzare maggiormente i diritti delle persone riguardo la raccolta e l’utilizzo dei dati personali.

Chiarito questo aspetto, quello che mi domando è quanto la GDPR influirà sul digital marketing?
E le piattaforme social che ormai tutte le aziende utilizzando per promuovere i loro servizi e vendere i loro prodotti, come si stanno adeguando a questo cambiamento?
Io che nuove responsabilità ho nella creazione di ADV sui social network per i miei clienti?

[Ti ho fatto venire l’ansia? Beh un po’ è salita anche a me!
Prendiamo un bel respiro insieme e andiamo per gradi].

GDPR: Cosa cambierà sui social network

Dopo il caso di Cambridge Analytica, l’ansia della diffusione dei propri dati personali ha iniziato a travolgere un po’ tutti noi, alimentando un sentimento di sfiducia nei confronti dei social, in molti casi senza una piena consapevolezza delle ragioni.

E se da un lato gli utenti social vogliono proteggere i propri dati personali che le piattaforme social acquisiscono al fine della targetizzazione, dall’altro, le aziende hanno un po’ paura delle conseguenze che l’adozione del nuovo regolamento sulla privacy potrebbe avere sul modo di trattare i dati personali degli utenti.

E Zuckerberg che combina?

A raccontarci come Facebook si stia adeguando alla nuova legge europea sulla protezione dei dati è stato lo stesso Mark Zuckerberg, in una dichiarazione dello scorso 29 gennaio.

Dopo aver rassicurato gli utenti che il team di Facebook era già al lavoro per rivedere gli strumenti che le persone utilizzano per gestire la loro privacy, ha inoltre chiarito che le aziende possono continuare ad usare Facebook per farsi pubblicità come già fanno, tuttavia sono responsabili della propria conformità con la GDPR.

Quindi ogni azienda è tenuta ad assicurarsi che tutte le procedure di raccolta dati siano conformi con i criteri di trattamento e protezione previsti dal nuovo regolamento.

Ma tornando alle campagne di advertising sui social, c’è da dire che qualcosa è cambiato. In primis non è più possibile utilizzare ad esempio la mail dei propri follower per creare campagne di email marketing senza aver prima acquisito dall’utente un consenso esplicito.

Senza voler entrare troppo nel tecnico, ciò vuol dire che chiunque voglia promuovere i propri servizi e prodotti attraverso inserzioni a pagamento su Facebook, dovrà fare molta attenzione specialmente quando si usano le Custom Audience, cioè i Pubblici Personalizzati.

Momento. Momento. Momento.

Cosa diavolo sono i Pubblici Personalizzati?

I Pubblici Personalizzati sono gruppi di utenti da poter raggiungere tramite la pubblicità su Facebook, che vengono forniti direttamente da te alla piattaforma e che quest’ultima “matcha” con le persone iscritte.

I contatti che puoi caricare su Facebook possono essere liste di indirizzi emailFacebook ID, visitatori del tuo sito web o utilizzatori della tua app.

Con l’entrata in vigore della GDPR dovrai quindi assicurarti che tutti i contatti di questi utenti che puoi raccogliere e caricare su Facebook per la creazione di advertising, ti abbiano fornito un esplicito consenso all’utilizzo dei loro dati, pena sanzioni che possono arrivare fino al 4% del fatturato.

Insomma, non credo che l’advertising digitale abbia le ore contate a causa della GDPR ma che piuttosto
siamo noi a doverci adeguare per essere in linea con questi tempi che corrono Signora mia.